La Storia

03/09/2015

C'ERA UNA TORRE CHE SVETTAVA NEL TAVOLIERE E RIFLETTEVA, NELLA SUA IMPONENZA, LE DOTI UMANE ED IMPRENDITORIALI DEL SUO FONDATORE.

Giuseppe Pavoncelli fu Ministro dell'Agricoltura e il promotore dell'Acquedotto Pugliese, quel gioiello di ingegneria idraulica che ancora detiene il titolo di acquedotto più grande d'Europa.

Seppure il suo nome è oggi così legato all'acqua, era il vino la sua vera passione e il suo mestiere. La Torre fu infatti sede della casa vinicola che produceva il "Bianco di Lusso", un vino apprezzato ed esportato in tutto il mondo. È nella seconda metà dell'800 che i Pavoncelli trasformarono quella che era un granaio con annessi fabbricati in cantina vinicola denominandola Torre Giulia.

Nome ispirato alla presenza di due torrette poste agli angoli della facciata della villa fortificata del '700 e a Giulia Monaco, figlia di Giulia Romualdo, Principessa di Arianello e moglie di Nicola Pavoncelli, membro della famiglia. Arrivarono gli anni bui della II guerra mondiale ed anche allora Torre Giulia giocò un ruolo di grande importanza, questa volta sul piano strategico. L'aviazione americana, infatti, ne fece una base militare e i campi che ancora la circondano furono piste di atterraggio perfette per i suoi bombardieri.

Torre Giulia è ancora lì, fra il verde dei vigneti, l'oro del grano e l'argento degli ulivi, ma ora racconta un'altra storia. Grazie alla famiglia Caputo di Cerignola, dopo anni di abbandono, ha ritrovato l'antico splendore perduto e se è possibile, ha acquistato ancora più grazia.

Oggi non produce più vino, oggi Torre Giulia è l'elegante cornice di eventi straordinari. Così, seppur cambiandone destinazione, la famiglia Caputo ha saputo conservare il prestigio di una tradizione famigliare che meritava rispetto ed ha riconsegnato al territorio e alla storia un gioiello architettonico che non poteva andar perduto.

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